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mercoledì 12 settembre 2012

You gotta be crazy, gotta have a real need - Pink Floyd





Dogs è un brano contenuto in Animals, album pubblicato nel gennaio del 1977 e terzo concept album della band, dopoThe Dark Side of the Moon e Wish You Were Here. Animals rappresenta una critica feroce alle condizioni del Regno Unito degli anni 70.  La copertina dell'album rappresenta una centrale elettrica di londra , la Battersea Power Station, tra le cui ciminiere fluttua un gigantesco maiale, soprannominato "Algie". Il maiale della copertina che è un riferimento alle canzoni contenute nell'album e che è diventato il simbolo dei Pink Floyd. Nei concerti che seguirono l'album il maiale compare più volte, volando sotto forma di pallone al di sopra degli spettatori.


lunedì 25 aprile 2011

Blues, Jazz, Rock, Pop - Il Novecento americano

Oggi voglio presentare un libro imprescindibile per chi ama la musica: Blues, Jazz, Rock, Pop - il novecento americano. Il sottotitolo di questo libro è: " La guida ai musicisti, gruppi, dischi, generi e tendenze". Si tratta di una bellissima guida alla musica del '900 americano che racconta dei vari generi tenendo conto anche dello sfondo storico che li ha visti nascere e svilupparsi. Ernesto Assante e Gino Castaldo, gli autori, partono per un viaggio nella storia della musica americana dalla sua nascita fino ad arrivare ai giorni nostri. Durante il cammino assistiamo alla creazione di generi musicali nuovi che hanno avuto la loro genesi nel grande calderone etnico che è stata e continua a essere l'America. Dall'unione di realtà e culture diverse sono nati generi musicali come il blues e il jazz che hanno influenzato (e continuano a farlo) il panorama musicale mondiale. Insomma un libro da leggere per chi ama la musica e vuole capirla e studiarla. Trovate questo libro in tutte le migliori librerie (di solito si dice così). Io l'ho comprato da Feltrinelli ma si può trovare anche online.... Buona lettura!!!

Il blues

Ho fatto un sogno bellissimo, c'era un palco immerso nella penombra, al suo centro c'era un uomo, inquadrato da un'unica luce. Quest'uomo, con il solo aiuto di uno strumento musicale, era in grado di trasportare la mia anima in alto verso il cielo. La musica che suonava era il blues e lui si chiamava B.B. King. Il poeta Charles Simic diceva "il blues è l'unica consolazione delle disillusioni e sofferenze su cui contare, perché consola anche dal bisogno di essere rincuorati, consolati".
Muddy Waters


Per la sua capacità di influenzare gli altri generi musicali, il blues è stato chiamato anche la "madre di tutte le musiche". Il luogo in cui il blues ha avuto la sua definizione è il delta del Mississippi e i musicisti che hanno contribuito a formare il blues sono nati e cresciuti nell'area del Delta. Quella zona ha visto nascere grandi artisti come Howlin' Wolf, nato a White Station vicino a West Point, o Muddy Waters che prende il suo nome dall'abitudine da bambino di sguazzare nelle acque del Mississippi. Il periodo storico in cui è nato ne ha influenzato fortemente le tematiche. Il motivo ricorrente nelle canzoni dell'epoca è il ricordo della perdita di un mondo mitico dal quale i neri furono strappati a forza. La crisi dell'agricoltura e la segregazione razziale, provocando la fuga in massa dei neri dal sud, fanno si che la simbologia tipica del blues sia il viaggio e tutto ciò che a esso è legato. Il bluesman è per eccellenza la figura senza fissa dimora, che viaggia accompagnato solo dalla sua chitarra. Il rapporto del musicista Blues con la sua chitarra è importante perché è la rappresentazione del rapporto con il coro. Il bluesman riproduce questo rapporto con la chitarra che spesso riproduce in maniera antifonale il verso come avrebbe fatto un gruppo di persone. Il blues rappresenta un incontro tra la cultura bianca e quella nera e le sue origini sono nelle work song, i canti che gli schiavi intonavano nei campi durante il lavoro. I bluesman erano per lo più autodidatti ma forse proprio questa condizione rappresentò uno stimolo per il rinnovamento musicale afroamericano.

venerdì 8 aprile 2011

Another brick in the wall - La mostra

La locandina dell'evento

Se, come me, adorate i Pink Floyd e se, per caso, vi trovate a passare per Milano dal 7 al 20 aprile, non potete perdervi l'occasione di visitare  la mostra ANOTHER BRICK IN THE WALL alla galleria Photografia/Galetti di Milano.  L'esposizione, una collezione di scatti di grandi fotografi del rock dedicata ai Pink Floyd e al loro straordinario talento, è aperta tutti i giorni dalle 11 alle 19. Per avere ulteriori informazioni potete visitare il link: www.photo-graphia.it/eventiextra.htm.

venerdì 25 marzo 2011

Omaggio ad un pazzo diamante splendente

Stasera ascoltando i Pink Floyd mi è venuta voglia di scrivere questo post su uno delle canzoni preferite.
Il titolo è "Shine On You Crazy Diamond" ed è inserito nell'album Wish you were here pubblicato dai Pink nel 1975. Il brano, un appassionato tributo a Syd Barret che aveva lasciato il gruppo nel 1968, è composto di nove parti e viene di solito diviso in due: la prima parte (I-V) all'inzio dell'album e la seconda parte (VI-IX) a chiusura.
La canzone inizia con una lungo e bellissimo pezzo strumentale, nel quale gli assolo di chitarra fanno sentire la mano di David Gilmour, un chitarrista tra i più celebri e influenti nel rock. "Shine On You Crazy Diamond" fu eseguita per la prima volta durante il tour francese nel 1974.


"Shine On You Crazy Diamond (I-V)"

Remember when you were young, you shone like the sun.
Shine on you crazy diamond.
Now there's a look in your eyes, like black holes in the sky.
Shine on you crazy diamond.
You were caught on the crossfire of childhood and stardom,
blown on the steel breeze.
Come on you target for faraway laughter,
come on you stranger, you legend, you martyr, and shine!
You reached for the secret too soon, you cried for the moon.
Shine on you crazy diamond.
Threatened by shadows at night, and exposed in the light.
Shine on you crazy diamond.
Well you wore out your welcome with random precision,
rode on the steel breeze.
Come on you raver, you seer of visions,
come on you painter, you piper, you prisoner, and shine!


"Shine On You Crazy Diamond (VI-IX)"

Nobody knows where you are, how near or how far.
Shine on you crazy diamond.
Pile on many more layers and I'll be joining you there.
Shine on you crazy diamond.
And we'll bask in the shadow of yesterday's triumph,
sail on the steel breeze.
Come on you boy child, you winner and loser,
come on you miner for truth and delusion, and shine

mercoledì 23 marzo 2011

Ricordo di un emozione

Sarà perché è stato il mio primo concerto, sarà perché loro sono bravissimi, ma assistere al concerto dei Jethro Tull a Genova è stata un'esperienza indimenticabile. Quella sera, al Vaillant Palace di Genova, c'erano persone di tutte le età ad ascoltare un gruppo che, oggi come ieri, sa entusiasmare ed emozionare il pubblico. Quella sera Ian ha dato il meglio di se dimostrando che, anche se non è più un giovincello (e si sente), riesce comunque a creare un atmosfera magica. Il menestrello ha incantato con la sua voce e le sue movenze sul palco con la gamba alzata e il flauto in mano nella sua posizione ormai famosa. L'opinione è comune ed i video che fioccano su youtube (alla faccia degli annunci pre concerto), portano tutti commenti entusiasti di coloro che sono rimasti soddisfatti dell'evento e degli artisti sul palco. Fuori dal palace, tra la gente assiepata in attesa di entrare, c'erano gli immancabili venditori di magliette e souvenir vari e, a sopresa, piadine romagnole (evidentemente tipiche del paese natio di Ian & co).
Il 14 maggio è stata una giornata bellissima per me e ne porterò il ricordo negli anni a venire (mi vedo già, vecchietta, a raccontare ai miei nipotini di quella volta che sono stata al concerto dei Jethro Tull).

lunedì 21 marzo 2011

Paolo Nutini


Paolo Nutini è un cantautore scozzese con discendenze italiane e precisamente toscane. Paolo, spinto dai suoi genitori, si è dedicato fin da piccolo e fino ad adesso ha inciso due album: These Streets nel 2006 e Sunny Side Up nel 2009.
L'inizio della carriera di Paolo sembra quasi una storia degna di certi film per ragazzi. Nel 2003 un concittadino di Paolo, Davin Sneddon, vince la prima serie di Fame Academy (la versione della BBC di Amici). A seguito di questa vittoria viene organizzato uno spettacolo in suo onore. Purtroppo Sneddon, in viaggio per Londra, si presenta in forte ritardo per lo spettacolo. Per placare il pubblico spazientito dal ritardo viene organizzato un quiz. Il premio per il vincitore è la possibilità di esibirsi sul palco. Nutini vince e si esibisce, facendosi notare da Ken Nelson, un produttore che gli offre una collaborazione dando il via alla sua carriera.



Candy
I was perched outside in the pouring rain
Trying to make myself a sail
Then I’ll float to you my darlin’
With the evening on my tail
Although not the most honest means of travel
It gets me there nonetheless
I’m a heartless man at worst, babe
And a helpless one at best

Darling I’ll bathe your skin
I’ll even wash your clothes
Just give me some candy, before I go
Oh, darling I’ll kiss your eyes
And lay you down on your rug
Just give me some candy
After my heart

Oh I’m often false explaining
But to her it plays out all the same
and although I’m left defeated
It get’s held against my name
I know you got plenty to offer baby
But I guess I’ve taken quite enough
Well I’m some stain there on your bedsheet
You’re my diamond in the rough

Darling I’ll bathe your skin
I’ll even wash your clothes
Just give me some candy
before I go
Oh, darling I’ll kiss your eyes
And lay you down on your rug
Just give me some candy
After my heart

I know that there´re writings on the wall
But Darling I’ll bathe your skin
I’ll even wash your clothes
Just give me some candy
After my heart

Oh I’ll be there waiting for you (repeat)

domenica 20 marzo 2011

Losing my religion

Non riesco a fare a meno di amare questa canzone dei R.E.M. che occupa il posto numero 170 nella classifica delle 500 canzoni migliori di tutti i tempi del 2010 secondo il "Rolling Stone".

"Losing my Religion" è forse la canzone più famosa del gruppo statunitense ed è contenuta nell'album "Out of Time" del 1991.



Life is bigger
It’s bigger than you
And you are not me
The lengths that I will go to
The distance in your eyes
Oh no I’ve said too much
I set it up

That’s me in the corner
That’s me in the spotlight
Losing my religion
Trying to keep up with you
And I don’t know if I can do it
Oh no I’ve said too much
I haven’t said enough
I thought that I heard you laughing
I thought that I heard you sing
I think I thought I saw you try

Every whisper
Of every waking hour I’m
Choosing my confessions
Trying to keep an eye on you
Like a hurt lost and blinded fool
Oh no I’ve said too much
I set it up

Consider this
The hint of the century
Consider this
The slip that brought me
To my knees failed
What if all these fantasies
Come flailing around
Now I’ve said too much
I thought that I heard you laughing
I thought that I heard you sing
I think I thought I saw you try

But that was just a dream
That was just a dream
R.E.M.

Il Cool Jazz

Il cool jazz è una corrente del jazz che si è affermata tra la fine degli anni '40 e l'inizio degli anni'50.
L’aggettivo cool è stato da molti tradotto con freddo dando un’impressione di freddezza che il cool jazz non ha mai avuto. Basta ascoltare uno dei suoi maggiori esponenti, Chet Baker, per rendersene conto. Anche se gli esponenti di questo genere furono sia neri, sia bianchi, il Cool Jazz fu considerato la versione “bianca” del “nero” bebop. Il Cool, però, fornisce una versione più rilassata e per certi versi cantabile, priva di quelle asprezze tipiche dei boppers e dalle linee melodiche meno complesse, con non pochi riferimenti alla musica classica. I protagonisti del cool sono tendenzialmente sperimentatori. Il Cool Jazz non rinuncia a pulsioni molto innovative e spinge il jazz verso una nuova consapevolezza di se, fuori dai club e dentro le sale da concerto. In uno scenario come quello degli anni ’50, caratterizzato da un clima d’inquisizione e di caccia alle streghe (questa è l’epoca del cosiddetto maccartismo), il jazz diventa uno strumento di diversificazione. Si crea uno stile di vita legato alla frequentazione di club, dove poter ascoltare musica e discutere di libri tabu nella perbenista società americana dell’epoca. Una particolarità di questo stila sta nel fatto che non ci fu quel meccanismo di espropriazione che aveva afflitto buona parte del jazz. Nessun bianco affermò di aver inventato il jazz o pretese di ripulire la musica afroamericana. I bianchi, questa volta, portarono una propria sensibilità ed è per questo che il cool ebbe la forza di creare elementi musicali nuovi.

sabato 19 marzo 2011

Chet Baker

Chet Baker è stato uno dei principali esponenti del genere conosciuto come Cool Jazz. La vita di Chet è stata, purtroppo, segnata, dalla droga, in particolare dall'eroina che gli causò vari problemi con la legge. Nel 1966 Baker scomparve dalla scena a causa di gravi problemi ai denti anteriori, che dovette togliere. La causa di questi problemi non è chiara, ma si parlò di una rissa con uno spacciatore per il pagamento di una fornitura di droga. Baker trovò lavoro come commesso di una pompa di benzina, dove fu riconosciuto da un suo fan. L'uomo gli diede una mano a rimettersi in sesto e lo aiutò anche a sistemarsi la bocca. Non fu facile per lui imparare a suonare con la dentiera (cosa considerata molto difficile), ma Chet , pur modificando un po’ il suo stile, ricominciò a suonare e registrare assieme ad altri rinomati musicisti jazz come Jim Hall. Chet morì nel 1988 cadendo dalla finestra di un Hotel, probabilmente sotto effetto di droghe. Le circostanze della sua morte furono piuttosto oscure, ma la versione dell’incidente fu quella più accreditata. Chet Baker è stato un grande trombettista ed è tuttora ricordato da una targa che recita:

«Il trombettista e cantante Chet Baker morì in questo luogo il 13 maggio 1988. Egli vivrà nella sua musica per tutti quelli che vorranno ascoltarla e capirla»