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mercoledì 26 settembre 2012

La testa matta - Caparezza

Capa for president!

Guardando qua è la per il mio blog devo dire che tutti gli articoli, o quasi, sono dedicati a musicisti stranieri, inglesi o americani per lo più. Qualcuno potrebbe pensare che non amo la musica italiana e non avrebbe neanche torto, per lo meno, non del tutto... Quello che odio è la musica melodica, i testi pieni di frasi fatte che parlano sempre d'ammmore... e che palle! Per fortuna vengono in mio soccorso alcuni cantanti italiani che producono canzoni con testi  nei quali traspare sempre un lavoro di testa e non un semplice collage di luoghi comuni. Uno di questi è Caparezza, cantante pugliese che adoro, come ben sa chi mi conosce. Il suo pregio è quello di saper giocare con destrezza con le parole, lavorando su doppi sensi, citazioni, cenni a cose e persone. Caparezza utilizza le parole come fossero vernice e la sua voce è un pennello che crea quadri intensi e pieni di significato. Inoltre le sue canzoni non parlano di cose atratte (per carità le canzoni d'amore piacciono anche a me però senza cadere nella melassa) ma parlano di cose attuali, dipinogono, per continuare con l'allegoria della pittura, la realtà così com'è, senza fronzoli o forzature. In alcuni testi parla di razzismo o mafia o violenza senza vittimismi ma con gli occhi aperti alla verità dei fatti. Insomma, un cantante italiano che, insieme ad altri, mi fa amare la musica italiana nonostante i belati di altri "musicisti"...
Il mio prossimo traguardo? vederlo dal vivo!


sabato 15 settembre 2012

Ricordando Richard Wright

Quattro anni fa, esattamente oggi, il mondo perdeva un grande artista, Richard Wright, indimenticabile tastierista dei Pink Floyd. Voglio ricordarlo con le parole del suo amico e collega David Gilmour:


« Nessuno può sostituire Richard Wright. È stato il mio partner musicale e amico.

Nelle discussioni su chi o cosa fossero i Pink Floyd, il contributo enorme di Rick è stato spesso trascurato. Era gentile, modesto e riservato ma la sua voce profonda e il suo modo di suonare erano vitali, magiche componenti del nostro riconoscibile sound. Non ho mai suonato con nessuno come lui. L'armonia delle nostre voci e la nostra telepatia musicale sono sbocciate nel 1971 in Echoes. A mio giudizio tutti i più grandi momenti dei Pink Floyd sono quelli in cui lui è a pieno regime. Dopo tutto, senza Us and Them e The Great Gig in the Sky, entrambe composte da lui, cosa sarebbe stato The Dark Side of the Moon? Senza il suo tocco pacato l'album Wish You Were Here non avrebbe funzionato molto.
Nei nostri anni di mezzo, per vari motivi lui ha perso la sua strada per qualche tempo, ma nei primi anni Novanta, con The Division Bell, la sua vitalità, brillantezza e humor sono ritornati e la reazione del pubblico alle sue apparizioni nel mio tour del 2006 è stata tremendamente incoraggiante, ed è un segno della sua modestia che quelle standing ovations siano giunte a lui come una grande sorpresa (sebbene non al resto di noi). Come Rick, non trovo facile esprimere i miei sentimenti con le parole, ma lo amavo e mi mancherà enormemente. »

(David Gilmour, 15 settembre 2008)



Richard Wright - Pink Floyd

mercoledì 12 settembre 2012

La ninna nanna maledetta

the cure, gothic


La canzone si intitola "Lullaby" cioè ninna nanna, però non la consiglierei per far dormire il vostro pupo. A cantare questo brano dal testo piuttosto macabro sono i Cure. Tra l'altro Robert Smith, l'indiscusso leader della band non si è fatto mancare niente ed ha accostato alla canzone anche un video inquietante da morire (per me aracnofobica anche di più... NdR).

Malgrado il gruppo abbia sfornato album come Pornography (pietra miliare del genere Gothic), girato video come questo e nonostante l'aspetto triste e decadente dei membri della band, Robert Smith ha sempre rifiutato l'etichetta Gothic per il suo gruppo arrivando a dire:
« È tristissimo quando «goth» continua a venire appiccicato al nome «The Cure». Noi non siamo categorizzabili. Suppongo che all'epoca del nostro esordio fossimo post-punk, ma complessivamente non è una definizione possibile. Come puoi descrivere una band che ha fatto uscire un album come Pornography e anche Greatest Hits, dove ogni canzone è stata nella Top Ten in tutto il mondo? Io suono solo la musica dei Cure, qualsiasi essa sia. »




You gotta be crazy, gotta have a real need - Pink Floyd





Dogs è un brano contenuto in Animals, album pubblicato nel gennaio del 1977 e terzo concept album della band, dopoThe Dark Side of the Moon e Wish You Were Here. Animals rappresenta una critica feroce alle condizioni del Regno Unito degli anni 70.  La copertina dell'album rappresenta una centrale elettrica di londra , la Battersea Power Station, tra le cui ciminiere fluttua un gigantesco maiale, soprannominato "Algie". Il maiale della copertina che è un riferimento alle canzoni contenute nell'album e che è diventato il simbolo dei Pink Floyd. Nei concerti che seguirono l'album il maiale compare più volte, volando sotto forma di pallone al di sopra degli spettatori.